Riforma della professione Forense: comparazione fra il testo del CNF ed il testo del comitato ristretto del Senato.

La riforma della professione forense sembra avere un percorso decisamente travagliato, dimostrazione ne sono le ulteriori modifiche apportate dal comitato ristretto del Senato alla proposta del CNF.

Per la verità avevamo già mostrato alcune perplessità sulla proposta del CNF in precedenti articoli (tutti reperibili in calce al presente posto alla voce post correlati).

Non sembrerebbe che la proposta del Senato apporti delle migliorie significative, anzi.

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Il testo del progetto di riforma della professione forense. Critiche e commenti: più ombre che luci

E’ stato predisposto dal Consiglio Nazionale Forense il Progetto di riforma dell’ordinamento professionale forense, (nato dal confronto con gli Ordini locali, OUA, Unioni distrettuali e Associazioni forensi), a partire dal quale si dovrebbero stabilire le nuove disposizioni  che regolano l’ordinamento degli avvocati.
Nelle intenzioni, tali nuove disposizioni dovrebbero innovare e condurre la professione di avvocato nel nuovo millennio tenendo conto della normativa comunitaria.

Il testo del Progetto di riforma dell’ordinamento professionale forense.

Diciamo subito che, ad una prima lettura del testo, non riscontriamo novità significative, segni di rottura con vecchi modi di concepire la professione, innovazioni capaci di dare una nuova prospettiva.
In definitiva mi sembra una riforma frutto di piccoli compromessi, priva di una vera e propria visione su quale dovrebbe essere il futuro della professione.

Inoltre, una certa preoccupazione genera la surrettizia introduzione di indici di raggiungimento di reddito minimo come requisito per valutare la continuità dell’esercizio della professione e, quindi, per la permanenza nell’albo degli avvocati (artt. 15 e 19).
Sul punto era già apparso su Il Sole 24ore questo articolo del 28 giugno 2008 che profetizzava (ed auspicava a detta del Presidente Guido Alpa) “una scrematura di circa 35mila avvocati dagli albi, per mancato esercizio della professione o per denunce dei redditi inferiori a 7mila euro l’anno e non giustificate“.

Nello stigmatizzare tali inaccettabili e non condivisibili proposte, frutto di una sorta di cannibalismo corporativo, nel prosieguo analizzeremo alcune delle disposizioni.

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L'avvocatura e la crisi della Giustizia: incontro a Mestre il 3 aprile

L’avvocatura e la crisi della Giustiziaè il titolo dell’incontro che si svolgerà a Mestre, il 3 aprile 2008, alle ore 11.30 presso l’Hotel Michelangelo, via Forte Marghera, 69 (fai click qui per visualizzare la mappa).

Avvocatura e la crisi della Giustizia

Si tratta di un tema, ormai di drammatica attualità, sul quale tutte le parti che compongono “l’apparato Giustizia” è opportuno che si confrontino e che, soprattutto, portino al più presto, non solo idee e proposte, ma concrete soluzioni che appaiono assolutamente improcrastinabili.

Proprio in quest’ottica l’incontro, promosso dall’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati, dalla Federazione delle Camere Civili del Triveneto, dall’OUA, dall’Unione Nazionale delle Camere Civili, rappresenta un terreno di confronto al quale parteciperanno:

  • le forze politiche rappresentate dal Sen. Ugo Bergamo (UDC), On. Maurizio Paniz (PDL), On. Rodolfo Viola (PD), On . Massimo Donadi (IDV), Sen. Simonetta Rubinato (PD);
  • gli esponenti dell’avvocatura italiana: il Prof. Avv. Mauro Pizzigati (Presidente Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati), Avv. Andrea Pasqualin (Vicepresidente OUA), Avv. Manola Faggiotto (Presidente Federazione delle Camere Civili del Triveneto), Avv. Paolo Maria Chersevani (Vicepresidente Unione Nazionale delle Camere Civili).

Sono fermamente convinto che proprio i periodi difficili e critici, come quelli che stiamo attraversando, rappresentano la più interessante fucina dalla quale attingere idee per un vero rinnovamento.
Sono tempi come i nostri che rappresentano, anche, il momento migliore nel quale si può e si deve effettuare quel colpo di reni che funge da preludio per un vero cambio di rotta.
Triste sarebbe se tutte le idee, le parole e l’impegno speso si traducesse, poi, in nulla di fatto.

(Scarica la Locandina)