Il recupero del credito: il procedimento europeo di ingiunzione di pagamento e le controversie di piccola entità: Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006.

Con il Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, entrato in vigore il 12 dicembre 2008, è stato istituito il procedimento europeo di ingiunzione di pagamento.
Si tratta di un meccanismo alternativo a quello previsto dall’art. 633 c.p.c. che riguarda determinate tipologie di crediti monetari (relativi alle materie civili e commerciali) ed operativo solo nel caso in cui il credito non sia contestato. Nelle ipotesi di opposizione si continuerà a seguire i procedimenti di ingiunzione previsti in ciascuno degli ordinamenti nazionali.
I crediti che rimangono esclusi dalla possibilità di essere azionati con questo particolare procedimento sono quelli afferenti al settore fiscale, al settore doganale; al settore amministrativo; al settore della sicurezza sociale; al regime patrimoniale tra coniugi; ai testamenti; alle successioni; ai fallimenti; ai concordati (Regolamento n 44/2001 ed art. 2).

L’utilizzo di questo sistema per il recupero dei crediti, che può essere attivato anche senza l’ausilio di un legale, è ampiamente illustrato nelle pagine web dell’Unione Europea relative alla Cooperazione giudiziaria in materia civile:

Procedura europea di ingiunzione di pagamento (regolamento):

in questa sezione viene sommariamente indicato quale siano le caratteristiche di questa procedura atta al recupero dei crediti non contestati. Mi piace segnalare che la pagina è davvero molto chiara ed esaustiva e può essere davvero compresa facilmente da tutti e, quindi, anche da coloro che non sono esperti od operatori nel mondo del diritto. In particolar modo viene specificato ed illustrato:

  1. Come introdurre una richiesta di ingiunzione di pagamento europea;
  2. Cosa accade nel caso di accoglimento o rigetto della domanda di ingiunzione di pagamento europea;
  3. La procedura relativa all’emissione di un’ingiunzione di pagamento europea;
  4. Gli adempimenti conseguenti quali la notifica dell’ingiunzione di pagamento europea al convenuto;
  5. La tutela dei diritti del convenuto attraverso l’opposizione all’ingiunzione di pagamento europea.

Tali superiori punti sono poi sviluppati praticamente, ivi compresi i moduli dato che il detto procedimento si sviluppo attraverso dei moduli prestampati atti a facilitare il loro utilizzo da parte di chiunque ed in un’ottica di standardizzazione della procedura, nella successiva sezione presente nella parte del sito relativo all’Atlande Giudiziario Europeo in materia civile.

Le liti di lieve entità, la modulistica: l’Atlande Giudiziario Europeo in materia civile:

Come si può vedere nell’immagine superiore, in questa parte del sito, attraverso i link, si possono avere ulteriori delucidazioni pratiche sulla procedura da eseguire ed essere accompagnati nella compilazione dei moduli che sono liberamente scaricabili:

  • Modulo A – Domanda di ingiunzione di pagamento europea;
  • Modulo B – Richiesta al ricorrente di completare e/o correggere la domanda di ingiunzione di pagamento europea;
  • Modulo C – Proposta al ricorrente di modificare una domanda di ingiunzione di pagamento europea;
  • Modulo D – Decisione di rifiuto di una domanda di ingiunzione di pagamento europea;
  • Modulo E – Domanda di ingiunzione di pagamento europea;
  • Modulo F – Opposizione all’ingiunzione di pagamento;
  • Modulo G – Dichiarazione di esecutività.

Raccomandiamo di leggere attentamente sia la modulistica che le relative e preliminari descrizioni, ad esempio quelle relative all’individuazione del giudice competente e alla notificazione e comunicazione degli atti (che in Italia può avvenire solo a mezzo postale).

sempre all’interno della pagina dell’Atlande Giudiziario Europeo in materia civile sono state inserite le informazioni, il procedimento e la relativa modulistica in ordine alle liti di lieve entità.
Il regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, ha istituito un procedimento europeo per le controversie di modesta entità atto a semplificare le procedure nelle controversie civili e commerciali i cui ammontare non super l’importo di 2000 euro.

Anche qui il procedimento si svolge attraverso la compilazione di moduli standard liberamente scaricabili ed ampiamente forniti di spiegazioni:

  • Modulo a – modulo di domanda;
  • Modulo b – richiesta dell’organo giurisdizionale di completare e/o rettificare il modulo di domanda;
  • Modulo c – modulo di replica;
  • Modulo d – certificato riguardante una sentenza nell’ambito del procedimento europeo per le controversie di modesta entità.

Tali procedure, di cui ci auguriamo una larga diffusione ed una maggiore implementzione attraverso, anche, l’adeguamento telematico delle strutture giudiziarie, ricordiamo, non necessitano del patrocinio legale, e speriamo che possano rappresentare un modo per snellire la durata dei processi.

Green Paper Copyright in the Knowledge Economy: la Carta Verde sul diritto di autore tradotta in italiano.

Il Green Paper in the Knowledge Economy è un documento comunitario che, interrogandosi sul ruolo odierno svolto dal diritto d’autore nel promuovere la diffusione delle conoscenze per la ricerca, scienza e istruzione, rappresenta un punto di partenza per promuovere un dibattito sul futuro del diritto d’autore.

Ne avevamo già parlato in questo articolo segnalando l’importanza delle tematiche in esso trattate.

Oggi pubblichiamo, non senza un po’ di emozione, la traduzione in italiano che abbiamo realizzato cercando di trasfondere in essa il senso e lo spirito del detto documento.
Diciamo subito che tale traduzione non rappresenta un documento ufficiale proveniente dalla U.E. ed è stata realizzata dal sottoscritto che non è un esperto traduttore ed è per tale ragione che si declinana qualsiasi responsabilità dovuta a fraintendimenti o ad errori.

Tuttavia, la presente traduzione vuole contribuire allo spirito della Carta Verde sul diritto d’autore, la quale ha come scopo dichiarato, così come si legge proprio nell’introduzione:

quello di promuovere un dibattito su come la conoscenza delle attività di ricerca, delle attività scientifiche e di quelle connesse all’istruzione possano esser maggiormente diffuse nell’ambiente on line. La Carta Verde mira a definire una serie di problematiche connesse con il ruolo del diritto d’autore nella “economia della conoscenza” e intende avviare una discussione su tali questioni“.

In tal senso tale traduzione è un documento aperto a tutti i contributi:
quelli inerenti ad una più corretta traduzione del testo (anche attraverso la correzione di refusi), sia quelli inerenti ad un approfondimento delle problematiche trattate.

http://documents.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=6172897&access_key=key-kffdov4ti5quqi857nn&page=&version=1&auto_size=true&viewMode=

(Per poter leggere meglio il documento consiglio di fare clicksul pulsante in alto a destra della presente schermata e, quindi, scegliere la modalità di visualizzazione facendo click sul pulsante iPaper e selezionando il sotto menu View Mode).

Facciamo presente che la traduzione ufficiale del documento in commento è reperibile a questo indirizzo.
Ho saputo dell’esistenza di questa traduzione soltanto oggi (24 settembre, attraverso una email di Klara Kanska – Administrator European Commission, che ringrazio per l’attenzione) , infatti, sino a qualche tempo fa il sito non conteneva alcuna traduzione del detto documento, se non quelle nelle lingue inglese, francese e tedesco.
Il motivo per cui lascio inserita la traduzione del sottoscritto in questo articolo è da rinvenirsi nel fatto che, oltre all’immane sforzo e tempo profuso per la sua redazione tale per cui mi sembrerebbe un vero peccato cestinarla, la detta traduzione contiene, nel corso del testo, diverse note integrative ed esemplificative, le quali, credo, potrebbero avere un qualche valore per chi volesse avvicinarsi a questa materia.
Sarà mia precisa cura aggiornare la traduzione del Green Paper con ulteriori spunti.

Di seguito a questo articolo ho inserito alcune notazioni sulla Carta Verde sul Diritto d’Auotre.

Continua a leggere “Green Paper Copyright in the Knowledge Economy: la Carta Verde sul diritto di autore tradotta in italiano.”

Unione Europea: il "Green Paper" sul diritto d'autore nell'era dell'economia e della conoscenza

Si sta registrando un grosso fermento sul tema del diritto d’autore in ambito europeo. Le notizie che più sono transitate in ambito mass-mediatico sono quelle relative al fatto che l’UE vuole estendere il diritto d’autore dai 50 anni attuali sino ai 95 anni (Downloadblog), ed il tentativo di scardinamento di alcune restrizioni derivanti dai monopoli territoriali delle agenzie di riscossione di diritti confederate nella Cisac (il network cui appartiene la Siae) permettendo ad ogni autore di registrarsi nello Stato europeo preferito, dove trovi le condizioni più convenienti (Il Sole 24ore).

E’, tuttavia, passata sotto silenzio una interessante iniziativa in ambito Comunitario: l’istituzione di un libro Verde (Green Paper) sul diritto d’autore che favorisca un approccio, per così dire, olistico (per usare un termine caro al Comprehensive law movement) , nell’ambito della conoscenza, della scienza, dello sviluppo e della solidarietà.

Scarica il Green Paper Copyright in the Knowledge Economy

La traduzione in italiano del Green Paper

Di che si tratta?
L’istituzione del così detto Green Paper è una proposta che, interrogandosi sul ruolo odierno svolto dal diritto d’autore nel promuovere la diffusione delle conoscenze per la ricerca, scienza e istruzione, vuole essere un punto di partenza per un dibattito strutturato, a lungo termine, sul futuro del diritto d’autore.

Traduciamo direttamente dal sito dell’Unione Europea – Rapid Press –

Intellectual Property: Commission adopts forward-looking package

Un Libro verde sul diritto d’autore nell’economia della conoscenza

In sede di riesame del mercato unico, la Commissione ha sottolineato la necessità di promuovere la libera circolazione della conoscenza e l’innovazione come la “Quinta libertà” nel mercato unico. Il Libro verde adesso si concentrerà su come, nel modo della ricerca, della scienza, sono diffusi al pubblico i materiali didattici e se le conoscenze circolano liberamente nel mercato interno. Il documento di consultazione esaminerà anche la questione se l’attuale quadro diritto d’autore è sufficientemente robusto per proteggere la conoscenza dei prodotti e se gli autori e gli editori sono sufficientemente incoraggiati a creare e diffondere le versioni elettroniche di questi prodotti.

Questa consultazione si rivolge a tutti coloro i quali vogliono far progredire le proprie conoscenze e livelli di istruzione tramite Internet. L’ampia diffusione delle conoscenze contribuisce a rendere ancor più inclusiva e coesione sociale, favorisce le pari opportunità in linea con le priorità della nuova agenda sociale.

Con questo Libro verde, la Commissione prevede di avere un dibattito strutturato a lungo termine sul futuro della politica in tema di diritto d’autore nei settori ad alta intensità di conoscenze. In particolare, il Libro verde è un tentativo di strutturare il dibattito sul copyright per quanto riguarda la pubblicazione scientifica, la conservazione digitale del patrimonio culturale europeo, opere orfane, l’accesso dei consumatori a opere protette e delle particolari esigenze delle persone disabili a partecipare alla società dell’informazione .
Il Libro verde punta alle sfide future nel campo della ricerca scientifica e della editoria scolastica, in ordine all’utilizzo dei motori di ricerca e prevedendo deroghe speciali per le biblioteche, per i ricercatori e per le persone disabili.
Il Libro verde si concentra non solo sulla diffusione della conoscenza ai fini della ricerca, della scienza e dell’istruzione, ma si rivolge anche all’attuale quadro giuridico nel settore del diritto d’autore e delle possibilità che può offrire attualmente ad una varietà di utenti (istituzioni sociali, i musei, i motori di ricerca, le persone disabili, istituti di insegnamento).” (¹)

Le affermazioni di principio sembrano, come sempre, essere allettanti e positive.
In tal senso sembrerebbe essere recepita la sempre più pressante necessità della società volta ad una conoscenza libera e condivisa.
Solo dove vi è libertà condivisione vi è vero progresso scientifico.
In tal senso vi è un vero movimento trasversale che si muove secondo queste nuove linee guida.
Segnaliamo, (fra i tantissimi) i progetti:

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