La chiarezza delle norme: patrimonio dell’umanità

di: Avv. Gerlando Gibilaro

La chiarezza della norma non è una questione di nicchia

Nell’ultimo episodio del podcast “Teste di Nicchia” dal titolo: “Il linguaggio tecnico” affrontiamo con Andrea Borruso la questione, non solo della chiarezza della norma giuridica (intesa genericamente come atto precettivo di natura statale), ma anche della sua accessibilità.
Spesso questi temi vengono snobbati e relgati, appunto, a questioni di nicchia.

Quoando ho avuto l’occasione di leggere l’atto con cui il New York Times ha citato in giudizio Microsoft ed OpenAI, mi sono stupito (e quasi esaltato) nel leggere parole di spiegazione ed a difesa della libertà di stampa, di pensiero, di editoria e di tutela della proprietà.
Troppo spesso diamo per scontati concetti, soffermandoci invece su vuoti tecnicismi, rinunziando ad andare al cuore del problema e delle tematiche fin anche in un giudizio relativo, magari, ad un semplice un sinistro stradale.

Dicevamo, la Chiarezza della norma giuridica: qualità spesso omessa nella manualstica quando si devono citare le sue caratteristiche (Generalità, Coercibilità, Astrattezza, Obbligatorietà, Positività, Intersubiettività).
Eppure ricordo ancora che il mio professore di Diritto Tributario, nelle sue lezioni, non mancava di evidenziare le sue enormi difficoltà nella comprensione del testo di una legge relativa alla disciplina di settore: “Se ho difficoltà io, quindi figuriamoci il comune cittadino contribuente“.

La chiarezza delle norme giuridiche è un principio fondamentale per il corretto funzionamento del sistema legale e per garantire che i cittadini possano comprendere e rispettare le leggi.

Direi che il principio di chiarezza ed accessibilità della norma debba assurgere a patrimonio dellumanità quale criterio di democraticità.

L’articolo 54 della Costituzione italiana stabilisce che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi“. Questo implica che, per poter rispettare le leggi, queste devono essere comprensibili.
L’articolo 5 del codice penale afferma che “Nessuno può invocare a propria scusa l’ignoranza della legge penale“. Pertanto, se i cittadini devono conoscere e rispettare la legge, è fondamentale che essa sia chiara e accessibile.

L’accessibilità, inoltre, è un altro principio – distinto dalla chiarezza – che meriterebbe una separta riflessione

Il problema della chiarezza delle norme è stato affrontato anche nella famosa Legge n. 400 del 23 agosto 1988, la quale impone al Governo di provvedere affinché ogni norma che modifica, sostituisce o abroga altre norme, indichi chiaramente le disposizioni coinvolte. Inoltre, qualsiasi rinvio ad altre norme deve essere formulato in modo comprensibile, per evitare confusioni e malintesi.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 364 del 1988, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 5 del codice penale nella parte in cui non esclude l’inescusabilità dell’ignoranza della legge penale inevitabile. Questo sottolinea l’importanza della chiarezza delle norme, poiché l’ignoranza inevitabile della legge non può essere motivo di colpevolezza. La sentenza n. 209 del 2010 della stessa Corte ha poi inserito la coerenza e la certezza dell’ordinamento giuridico tra i valori fondamentali di civiltà giuridica da tutelare.

Come non ricordare (trovate tutte le indicazioni nella sinossi del podcast) l’articolo 53 del CAD che recita:

Le pubbliche amministrazioni realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità dì consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità. Sono in particolare resi facilmente reperibili e consultabili i dati di cui all’articolo 54.

Un esempio recente di attenzione alla chiarezza normativa è rappresentato dalla proposta di legge n. 2731 del 22 ottobre 2020, volta alla modifica l’articolo 10 del testo unico del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092. Questa proposta mira a rendere le leggi più accessibili ai cittadini attraverso la pubblicazione di note illustrative redatte con criteri di chiarezza espositiva, che accompagnino i testi legislativi ufficiali.

Questa proposta di legge prevede(va) l’introduzione di una nota illustrativa per ogni atto legislativo, redatta secondo criteri di chiarezza espositiva. Questa nota deve essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e nel portale “Normattiva” entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’atto legislativo. La nota non ha valore normativo né interpretativo, ma solo illustrativo e divulgativo, con l’obiettivo di rendere le norme più accessibili ai cittadini.

Per la redazione delle note illustrative, la proposta prevede l’istituzione di un Comitato di esperti di materie giuridiche, di linguistica e di comunicazione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Questo Comitato sarà responsabile di garantire che le note illustrative siano redatte in modo chiaro e comprensibile. La composizione e le modalità di funzionamento del Comitato saranno disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

Ad oggi il testo della proposta di legge non sembrerebbe essere stato preso in cosiderazione: non è stato emendato, non ci sono stati dibattiti in Commissione o in Assemblea…

Insomma, non sembrerebbe essere stato compreso.

Bibliografia
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 54.
Codice Penale, art. 5.
Legge n. 400 del 23 agosto 1988.
D.L. 7 marzo 2005, n. 82 (CAD) art. 54.
Sentenze della Corte Costituzionale n. 364 del 1988 e n. 209 del 2010.
Proposta di legge n. 2731 del 22 ottobre 2020.