Corso per la preparazione dei praticanti avvocati all’esame di abilitazione 2012

Avevamo già segnalato in questo precedente articolo l’importanza di giungere all’esame di abilitazione alla professione forense con una valida preparazione teroico-pratica.

Nel ribadire tutti i consigli e le considerazioni a suo tempo effettuate, ci piace segnalare il corso per la preparazione agli esami di avvocato in cui l’Avv. Valerio Sangiovanni – prezioso collaboratore di inDiritto – è uno dei due docenti, insieme all’Avv. Francesco Carlo Milanesi.

Essenzialmente il corso ha un carattere pratico, come è giusto che sia – infatti la preparazione teorica è normale che ciascun candidato la curi personalemte – e prevede l’insegnamento della tecnica redazionale di pareri ed atti, nonché concrete esercitazioni.

Detto corso si terrà a Milano nelle date del 19 e 26 settembre; 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre; 7, 14, 21 e 28 novembre 2012 (tutti i mercoledì sera dalle 19.00 alle 21.00) presso Aula Pastori – Sede Cidis Via S. Sofia 9, MM Crocetta. Per qualunque informazione e per le iscrizioni è possibile omviare una email all’indirizzo valerio.sangiovanni@libero.it(oppure telefonare al 349 / 64 65 142.

Di seguito, e per ulteriori informazioni, è possibile scaricare la locandina del corso.

Locandina corso avvocati 2012

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Rimborso del prestito obbligazionario e conflitto tra obbligazionisti

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore Avv. Valerio Sangiovanni e dell’editore Giuffrè, questa completa ed accurata analisi che, come si evince dal titolo del presente articolo, tratta del Rimborso del prestito obbligazionario e delle successive dinamiche attinenti al possibile conflitto tra gli obbligazionisti.

L’analisi trae spunto dalla sentenza del TRIBUNALE DI MANTOVA – 15 NOVEMBRE 2010 (ORD.) – G.U. DE SIMONE L.A. C. RAPPRESENTANTE COMUNE DEGLI OBBLIGAZIONISTI DI C. S.P.A. E C. S.P.A.
La nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti non è prevista dall’art. 2417 c.c. come indispensabile per il funzionamento dell’assemblea degli obbligazionisti, ma è rimessa alla discrezionalità degli obbligazionisti, che possono nominarlo in qualsiasi momento o chiederne la nomina al presidente del tribunale. L’assenza del rappresentante comune non comporta necessariamente una non adeguata informativa dell’assemblea degli obbligazionisti e un’insufficiente tutela dell’interesse comune degli obbligazionisti, in quanto l’informativa può essere esercitata comunque direttamente dagli obbligazionisti medesimi.
Il Tribunale di Mantova si occupa del possibile conflitto, emerso in sede di assemblea degli obbligazionisti, fra gli obbligazionisti che vogliono il rimborso del prestito alla scadenza originariamente prevista e quelli che intendono invece prorogarlo. La fattispecie trattata dal Tribunale mantovano evidenzia tutta la rilevanza del contrasto fra due gruppi di soggetti portatori di interessi contrastanti: gli uni desiderosi di rientrare immediatamente nella disponibilità dei fondi dati alla società, gli altri preoccupati di assicurare la continuazione dell’attività sociale. La soluzione del Tribunale di Mantova è in favore degli obbligazionisti di maggioranza e dell’interesse sociale, non essendosi realizzata — nell’iter decisionale degli obbligazionisti — alcuna violazione di legge e dovendo dunque prevalere il principio maggioritario.

Nell’articolo che segue l’Avv. Sangiovanni ha trattato i seguenti temi:
1. L’emissione di obbligazioni societarie e gli articolati interessi in gioco.
2. L’assemblea degli obbligazionisti e la proroga del prestito.
3. La possibile impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti.
4. L’irrilevanza della mancata nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti.
5. L’informazione degli obbligazionisti.

Ringraziando ancora una volta l’Avv. Sangiovanni e la Giuffrè, vi auguriamo buona lettura.

Rimborso Prestito Obbligazionario (Giur Mer 2011)http://www.scribd.com/embeds/75212009/content?start_page=1&view_mode=list&access_key=key-2l51d2f8lofqibcpvxgo(function() { var scribd = document.createElement(“script”); scribd.type = “text/javascript”; scribd.async = true; scribd.src = “http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js”; var s = document.getElementsByTagName(“script”)[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();

I primi dati statistici sulla mediazione civile

La fonte è il Ministero della Giustizia, i dati sono relativi al periodo 21 marzo – 30 settembre, in pratica poco più di sei mesi nei quali è stato applicato l’istituto della mediazione (o mediaconciliazione come è stata battezzata da più parti).

  • 33.808 i procedimenti iscritti.
  • 19.388 quelli definiti, nel senso che l’iter procedimentale previsto della mediazione si è concluso (a prescindere dal risultato).
  • Su tali 19.388 procedimenti definiti, nel 69,38% (ovvero circa 13.451) la mediazione non è cioè andata a buon fine in quanto una della parti non si è presentata.
  • Su tali 19.388 procedimenti definiti, nel 30,62% dei casi (ovvero circa 5.936) le parti si sono presentate.
  • Su questo 30,62% di casi in cui la parte si è presentata (come detto circa 5.936 casi) il 52% è andato a buon fine (ovvero 3.086 casi circa).

Per cui su 33.808 procedimenti, quelli che hanno visto un successo dell’istituto sono stati 3.086 (circa il 9%).

Dati piuttosto impietosi.
Sarebbe interessante conoscere anche il giro di affari che si è creato attorno alle società e gli enti che gestiscono la mediazione comparato con il risparmio sui procedimenti che, loro malgrado, dovranno proseguire con il realtivo giudizio di merito.

Nel marzo 2012 (è fallito l’introduzione per il gennaio 2012) dovrebero entrare anche le altre due grosse materie: condominio e risarcimento danni da incidente stradale.

Teniamo a mente che la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea (la causa relativa è stata introdotta la scorsa settimana) dovranno pronunciarsi sulla legittimità della mediazione così come introdotta nel nostro Paese.

(foto By julesreyes)

 

La Camera Civile di Palermo. Incontro studio sulla tutela dell'Incapace Interdizione, Inabilitazione, Amministrazione di Sostegno.

La Camera Civile di Palermo, aderente all’Unione Nazionale delle Camere Civili, ha inaugurato il proprio sito istituzionale, dove verranno pubblicati articoli, news, e comunicati rivolti non solo alla classe forense ed agli operatori di giustizia, ma – secondo lo spirito che anima la Camera Civile – anche a beneficio dell’intera società civile.

Nella qualità di Segretario della Camera Civile di Palermo, in accordo con il neo Presidente Avv. Pietro Manzella, abbiamo voluto dare una impronta dinamica al sito della Camera Civile, facile da consultare e da utilizzare anche come un vero e proprio strumento professionale.

A tal riguardo tengo veramente a ringraziare Andrea Borruso, che ha curato con generosità, amicizia e passione tutte le fasi di realizzazione del sito, che prossimamente sarà ulteriormente implementato.

Vogliamo, inoltre, segnalare che il 18 ottobre 2011, alle ore 15:00, presso l’AUDITORIUM C.E.I.- Gonzaga,
a Palermo Via Pier Santi Mattarella n. 38, si terrà l’incontro di studio organizzato proprio dalla Camera Civile di Palermo – per il quale il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo riconoscerà n. 3 crediti formativi – sul tema:

TUTELA DELL’INCAPACE
Interdizione, Inabilitazione, Amministrazione di Sostegno

Per iscriversi all’evento è possibile effettuare la registrazione online presso il SITO compilando l’apposita scheda.

La tematica, di particolare attualità, è per altro stata oggetto di due lettere aperte del Presidente della Camera Civile Avv. Pietro Manzella.
La prima, inviata al Direttore Provinciale dell’INPS di Palermo, volta a sollecitare l’istituzione di un apposito sportello al fine di facilitare, semplificare e migliorare l’attività svolta dai Tutori, Amministratori di Sostegno e Curatori sotto l’egida dell’Ufficio del Giudice Tutelare.
La seconda, inviata al Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, volta a denunziare il verificarsi di gravi anomalie poste in essere da alcuni reparti dei relativi uffici.

Questo il programma dell’incontro:

Programma:

Saluti: Avv. Pietro Manzella (Presidente C.C. Palermo)

Relatori:

1) PROFILI ISTITUZIONALI: Prof. Avv. Gianfranco Amenta (Titolare Cattedra Istituto Diritto Privato Facoltà di Scienze Politiche Università di Palermo);

2) Il progetto individuale per la salute mentale: Dr.ssa Paola Cantelmo (Sociologa – Comune di Palermo U.O.S.M.)

3) Le norme applicabili all’a.d.s.: Dott. Roberto Conti (Giudice Tutelare del Tribunale di Palermo)

4) CASISTICA: Avv. Francesco Pantaleone (Consigliere dell’Ordine degli Avvocati Palermo).

Nell’ideazione e nella realizzazione degli incontri studi organizzati dalla Camera Civile di Palermo si è cercato di dare agli stessi una impronta  pratica, in modo tale che le tematiche trattate possano essere di reale ausilio al professionista nella sua quotidiana attività professionale.

Al detto incontro parteciperà anche il sottoscritto, in qualità di uditore, spero di incontrarvi numerosi.

 

Contributo Unificato 2011: i nuovi importi come modificati dal DECRETO LEGGE 98/2011

Questa mattina gli uffici di iscrizione a ruolo, qui a Palermo, sono andati in tilt.
Nessuno, non gli operatori, non gli avvocati, non i responsabili, né tanto meno i magistrati preposti, erano a conoscenza delle caratteristiche delle modifiche introdotte con il Decreto Legge 06/07/2011 nr. 98: “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” (GU n. 155 del 6-7-2011 ) entrato in vigore, a quanto pare, proprio il 06/07/2011.

In pratica in un giorno, senza alcun preavviso, senza nessuna comunicazione, neanche reperibile presso il sito del Ministero della Giustizia, sono stati modificati con un aumento che va dal 10% al 20% tutti gli importi relativi al contributo unificato da versare per l’iscrizione delle cause a ruolo.

Non vogliamo entrare nel merito degli aumenti che sembrerebbero inevitabili considerato l’attuale congiuntura economica, ma certamente le modalità con cui è entrato in vigore il detto D.L. lasciano veramente a che dire.

Tutti gli uffici del Tribunale di Palermo avevano ricevuto questa mattina, a quanto pare, delle sommarie e superficiali informazioni, non abbastanza chiare per consentire di iscrivere a ruolo tutte quelle cause portate per la relativa iscrizione. Cause nelle quali – ovviamente – il contributo era stato già versato dai relativi patrocinatori prima di porcedere alla relativa iscrizione.
Per cui si è generato un vero e proprio fermo delle iscrizioni, fra le proteste degli avvocati i quali, sia davanti al Giudice di pace, sia innanzi al Tribunale avevano la necessità di iscrivere la causa a ruolo (l’opposizione, etc.) pena la decadenza ed estinzione del giudizio.

Lacio alla vostra più fervida immaginazione lo stato di caos e di panico in cui versavano i relativi uffici.

Sino alle ore 13.00 di oggi non sono riuscito a trovare alcuna notizia in rete.

Solo da poco, sul sito dell’Ordine degli Avvocati Milano è comparsa questa utile pagina relativa al famigerato D.L. ivi compreso un utile pdf nel qual sono indicate le disposizioni relative al contributo unificato modificate.

Elenco delle modifiche introdotte al contributo unificato e relative tabelle:

Ordine degli Avvocati di Milano nuove disposizioni sul contributo unificato.

Elenco delle modifiche sul contributo unificato.

Le nuove disposizioni – è bene sottolinearlo – non si limitano ad aumentare il contributo unificato, bensì introducono l’obbligo del versamento in materia precedentemente esenti:

  • processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie,
  • controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego (con alcune precisazioni),
  • il processo esecutivo per consegna e rilascio,

ed altri che si riserviamo di analizzare specificatamente stante l’entità delle modifiche.

Ricordiamo inoltre, che sono stati previsti tutta una serie di adempimenti (pena l’aumento del contributo unificato sino al 50% di quello versato), come la necessaria indicazione dell’indirizzo di PEC ed il numero di fax all’interno dell’atto da iscrivere a ruolo (Art. 37 comma VI nr. 2 lett. q).

Che dire, siamo davvero senza parole: non si può non rimanere davvero basiti innanzi a tali metodologie operative.

Di seguito segnaliamo i nuovi importi con l’avvertenza che:

La notte della rete contro la delibera 668/2010 dell'AGCOM

Anche inDiritto intende aderire all’iniziativa promosso contro la delibera 668/2010 dell’AgCom.
Senza voler trascurare le rilevanti problematiche inerenti il diritto di autore, come parte integrante della persona e del diritto di espressione, e pertanto la doverosa tutela dello stesso nell’era di internet, non possiamo esimerci dal constatare il fatto che, proprio in relazione a tali valori, non può essere accettato né il principio, né il modus operandi della detta delibera che, lungi dal tutelare veramente il diritto di autore, mina seriamente, dal punto di vista sostanziale e dal punto di vista formale, i diritti inviolabili dell’individuo.

Di seguito, per chi volesse farsi una idea sulla questione, vi segnaliamo i seguenti link inerenti le iniziative svolte sul tema e sul contenuto della delibera dell’AgCom:

http://www.ustream.tv/flash/viewer.swfCrediamo che, come in relazione ai dati aperti (opendata), sia necessario ed imprescindibile avviare a livello istituzionale una vera e profonda riflessione sugli obiettivi e sul cammino che la nostra società deve intraprendere per potersi definire come libera e volta al progresso.

In ultimo consentitemi di rivolgere un grazie ad Antonio Falciano (anch’egli membro della redazione di TANTO), che con il suo entusiasmo e la sua abnegazione mi ha spinto a scrivere questo piccolo post che, davvero, non poteva mancare su inDiritto.
Watch it all LIVE on USTREAM

Digitalizzazione della Giustizia… o quasi.

Questo articolo potrà sembrare uno sfogo.

Ed infatti un po’ è così, ma anche, forse, un modo per rendere più umano inDiritto.

Tribunale di Palermo, ore 09,00.

photo by Gabrilu

Devo costituirmi (per i non addetti ai lavori: produrre nel giudizio le difese del mio cliente attraverso il deposito del fascicolo di parte all’interno del fascicolo di causa)  in un procedimento per Accertamento tecnico ed ispezione giudiziale preventiva ex art. 696 c.p.c. (per i non addetti ai lavori: chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato di luoghi o la qualità o la condizione di cose può chiedere che sia disposto un accertamento tecnico o un’ispezione giudiziale prima dell’instaurazione di un giudizio). Tale procedimento è Presidenziale (ovvero viene trattato dal Presidente del Tribunale).

Vado, quindi, nella cancelleria del Presidente e chiedo di potermi costituire.

Il cancelliere mi dice subito che sono stato fortunato: il fascicolo della causa in oggetto si trova proprio nella loro cancelleria!

Infatti, in genere, tali fascicoli vengono trattenuti presso l’ufficio delle iscrizioni a ruolo (per i non addetti ai lavori: dove vengono iscritti tutti i procedimenti affinché vengano assegnati ad un giudice per la trattazione).

Mi consegna quindi tutto il fascicolo d’ufficio e mi dice di andare a costituirmi presso l’ufficio delle iscrizioni a ruolo (al piano di sotto).

La mia non è una iscrizione a ruolo, il fascicolo è stato già formato dalla parte ricorrente, io rappresento alcuni dei convenuti (coloro che vengono citati in un giudizio).

Ma non posso costituirmi qui, presso la cancelleria, come accade per tutte le altre cause?”

“No”

“E perché?”

“Perché si fa così”

“Ma, mi scusi, non voglio insistere, ma ormai siete dotati di un pc collegato alla rete, potete farlo voi qui da terminale”

 

 

“Non è possibile e non è compito mio”.

Non polemizzo e vado al piano di sotto alle iscrizioni a ruolo.

Alle 09,30 sono il numero 60.

Ho scritto il mio nome nel turno appeso dietro la porta chiusa (poca trasparenza ma molta privacy).

Molti dei miei colleghi hanno scritto i loro cognomi diverse volte, in diverse parti del suddetto foglio, in modo che, fra una udienza ed un’altra, se dovessero perdere il turno, possono ritentare.

Benché la nota di iscrizione a ruolo (per i non addetti ai lavori: un plico nel quale sono indicati tutti i dati delle parti) sia redatta con in calce i codici a barre, che vengono letti da una penna ottica (credo sia per risparmiare del tempo), alla fine l’addetto deve sempre controllare de visu tutta la documentazione prodotta.

Alle 11,30 ho completato, più o meno, la mia attività d’udienza e cerco, finalmente, di potermi costituire nel detto procedimento.

Ad un certo punto un addetto del tribunale comunica a tutti noi che le c.d. ricerche informatiche si faranno proprio presso la stanza 72: ovvero la stanza delle iscrizioni a ruolo. La nostra stanza.

Per i non addetti ai lavori: le ricerche informatiche sono quelle ricerche sullo stato di determinate pratiche. Tali ricerche non si possono fare on-line dal proprio studio, ma solo in Tribunale, a mezzo di un addetto specificatamente preposto presso la stanza 24, a volte alla stanza 27, altre volte alla stanza 72, per intenderci proprio quella delle iscrizioni a ruolo.

Quindi, con il foglio della lista degli avvocati che si erano prenotati per le ricerche, comincia a chiamare l’appello.

Ovviamente tutti noi eravamo lì per le iscrizioni a ruolo, pertanto eravamo poco interessati all’argomento. Ho fatto tuttavia notare che l’appello avrebbe dovuto farlo presso la stanza solitamente preposta, infatti i miei colleghi dovevano trovarsi proprio lì dove solitamente vengono effettuate tali ricerche.

L’addetto, senza proferire parola, rientra nella stanza e non esce più.

Dopo qualche minuto uno sparuto gruppo di colleghi si avvicina a noi delle iscrizioni a ruolo e ci chiede se, per caso, le famose ricerche informatiche avevano cambiato stanza.

Rispondiamo che sì, in effetti l’addetto aveva letto un elenco e poi era entrato dentro.

Dopo alcuni tumulti esce l’addetto e dice:

Signori, sono solo. Il turno per le ricerche informatiche è a vista (vale a dire: guarda chi hai davanti perché vieni dopo di lui). E poiché devo fare sempre da solo anche le iscrizioni a ruolo da adesso facciamo: 3 iscrizioni ed una ricerca“.

Alle 12,00 circa più o meno, non ricordo, viene il mio turno.

L’attività dell’addetto consiste nel caricare nel sistema i miei dati: nome cognome etc. Faccio presente che il sistema già mi conosce, in quanto esercito, incredibile a dirsi, proprio presso il Tribunale di Palermo.

Dopo un paio di inceppamenti del pc e la confidenza dell’addetto sul fatto che: “Avvocato, io appartengo ad una generazione che non ne vuole sapere di computer“, l’addetto ha completato il suo lavoro con il fascicolo.

A questo punto, sempre l’addetto mi chiede se per cortesia posso andare a far firmare e timbrare il mio fascicolo dal cancelliere (stanza 24).

Solo in questa maniera, infatti, con l’apposizione del depositato da parte del cancelliere vi è l’ufficialità della costituzione.

Non è un mio obbligo. Avrei potuto cordialmente declinare, ma ci tenevo a vedere come andava finire.

Mi reco, quindi, alla stanza 24, aspetto un piccolo turno (due persone grazie a Dio, mi sarei maledetto per la mia curiosità), il cancelliere controlla la documentazione, appone i timbri e mi ritorna il fascicolo.

Alle 13,00 circa vado, quindi, a consegnare il fascicolo presso la cancelleria del Presidente, là dove lo avevo preso alle 09,00.

Non è una storia molto edificante. E’ anche un po’ mortificante per il sottoscritto.

E’ la storia di ogni giorno, la storia di molti avvocati, ma sopratutto di molti praticanti, di molti addetti, di molti cancellieri.

E’ bene sapere di cosa stiamo parlando quando sentiamo parole sulla digitalizzazione della giustizia.