Green Paper Copyright in the Knowledge Economy: la Carta Verde sul diritto di autore tradotta in italiano.

Il Green Paper in the Knowledge Economy è un documento comunitario che, interrogandosi sul ruolo odierno svolto dal diritto d’autore nel promuovere la diffusione delle conoscenze per la ricerca, scienza e istruzione, rappresenta un punto di partenza per promuovere un dibattito sul futuro del diritto d’autore.

Ne avevamo già parlato in questo articolo segnalando l’importanza delle tematiche in esso trattate.

Oggi pubblichiamo, non senza un po’ di emozione, la traduzione in italiano che abbiamo realizzato cercando di trasfondere in essa il senso e lo spirito del detto documento.
Diciamo subito che tale traduzione non rappresenta un documento ufficiale proveniente dalla U.E. ed è stata realizzata dal sottoscritto che non è un esperto traduttore ed è per tale ragione che si declinana qualsiasi responsabilità dovuta a fraintendimenti o ad errori.

Tuttavia, la presente traduzione vuole contribuire allo spirito della Carta Verde sul diritto d’autore, la quale ha come scopo dichiarato, così come si legge proprio nell’introduzione:

quello di promuovere un dibattito su come la conoscenza delle attività di ricerca, delle attività scientifiche e di quelle connesse all’istruzione possano esser maggiormente diffuse nell’ambiente on line. La Carta Verde mira a definire una serie di problematiche connesse con il ruolo del diritto d’autore nella “economia della conoscenza” e intende avviare una discussione su tali questioni“.

In tal senso tale traduzione è un documento aperto a tutti i contributi:
quelli inerenti ad una più corretta traduzione del testo (anche attraverso la correzione di refusi), sia quelli inerenti ad un approfondimento delle problematiche trattate.

http://documents.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=6172897&access_key=key-kffdov4ti5quqi857nn&page=&version=1&auto_size=true&viewMode=

(Per poter leggere meglio il documento consiglio di fare clicksul pulsante in alto a destra della presente schermata e, quindi, scegliere la modalità di visualizzazione facendo click sul pulsante iPaper e selezionando il sotto menu View Mode).

Facciamo presente che la traduzione ufficiale del documento in commento è reperibile a questo indirizzo.
Ho saputo dell’esistenza di questa traduzione soltanto oggi (24 settembre, attraverso una email di Klara Kanska – Administrator European Commission, che ringrazio per l’attenzione) , infatti, sino a qualche tempo fa il sito non conteneva alcuna traduzione del detto documento, se non quelle nelle lingue inglese, francese e tedesco.
Il motivo per cui lascio inserita la traduzione del sottoscritto in questo articolo è da rinvenirsi nel fatto che, oltre all’immane sforzo e tempo profuso per la sua redazione tale per cui mi sembrerebbe un vero peccato cestinarla, la detta traduzione contiene, nel corso del testo, diverse note integrative ed esemplificative, le quali, credo, potrebbero avere un qualche valore per chi volesse avvicinarsi a questa materia.
Sarà mia precisa cura aggiornare la traduzione del Green Paper con ulteriori spunti.

Di seguito a questo articolo ho inserito alcune notazioni sulla Carta Verde sul Diritto d’Auotre.

Alcune considerazioni sulla Carta Verde sul Diritto d’Autore

Il documento in commento mi ha particolarmente colpito per lo stile propositivo e per l’attualità delle tematiche in esso trattate.

Se, in ordine allo stile, spicca il fatto che alla fine di ogni paragrafo sono evidenziate alcune problematiche (Questions) che rappresentano le questioni irrisolte, ovvero i suggerimenti, relativi alla tematica trattata; il cuore pulsante della Carta Verde batte, tuttavia, nella ricerca di un equo e possibile bilanciamento fra diritti e doveri, regole ed eccezioni.

In definitiva è proprio questo il cuore del diritto: la ricerca di un compromesso tra contrapposti interessi al fine di una pacifica convivenza, di una sostenibilità sociale al fine di garantire che il progresso economico e culturale sia per tutti.

In particolar modo hanno suscitato il mio più vivo interesse i paragrafi 3.2, 3.3 e 3.4 relativi, rispettamente, alla deroga a favore degli individui diversamente abili, alla diffusione delle opere ai fini di insegnamento e di ricerca e ai contenuti creati dagli utenti.

La deroga in favore degli individui diversamente abili (The exception for the benefit of people with a disability)

Con riferimento al primo dei paragrafi in commento, viene effettuata una chiara affermazione di principio:

Le persone con disabilità devono avere la possibilità di beneficiare della così detta economia della conoscenza. A tal fine, alle stesse non solo deve essere garantito l’accesso fisico ai locali degli istituti scolastici o delle biblioteche, ma devono avere anche la possibilità di accedere alle opere in formati adatti alle loro esigenze (ad esempio in alfabeto braille, stampa a grandi caratteri, audio-libri e libri elettronici).

Ma senza infigimenti o facili dichiarazioni, che spesso restano meramente labiali ovvero lettera morta, viene subito chiarito:

Una problematica rilevante, al fine di rendere effettiva la fruizione di tali opere da parte dei diversamente abili, è rappresentata dal costo, in termini di tempo e di denaro, necessario per rendere accessibili le copie di quei libri disponibili solo in formato cartaceo ovvero di quelle in formato digitale non facilmente convertibile in braille. I titolari dei diritti ritengono che deve essere garantita un’adeguata protezione contro la pirateria e l’abuso di utilizzo, soprattutto quando si tratta della consegna di tali formati digitali, i quali possono essere facilmente riprodotti e diffusi immediatamente su Internet.

A tal riguardo cengono citate diverse e profiquie esperienze di cooperazione fra editori e organizzazioni rappresentative della varie categorie dei soggetti diveramente abili. Ad esempio in Danimarca sono pubblicati degli e-book  ovvero degli audio-libri resi disponibili ai non vedenti, dotati di un ID univoco che permette il controllo dell’utilizzo del lavoro fatto . In Francia sono stati realizzati degli accordi tra una agenzia non-profit, BrailleNet, e gli editori al fine di realizzare delle copie digitali di opere che sono state memorizzate su un apposito server sicuro accessibile unicamente dalle organizzazioni certificate.

Le problematiche, in ultima analisi sono sempre le stesse: realizzare un adeguato bilanciamento dei diritti: quello degli autori/editori a vedersi riconosciuto la remunerazione per il proprio lavoro, quello delle categorie dei soggetti diversamente abili ad avere la possibilità di accedere ai documenti.

Diffusione delle opere ai fini di insegnamento e di ricerca (Dissemination of works for teaching and research purposes)

La tematica trattata in questo paragrafo è sicuramente una delle più attuali e la trattazione inizia guardando concretamente al mondo della scuola, dell’Università e della ricerca:

Sia gli insegnanti, che gli studenti si affidano sempre di più alla tecnologia digitale per accedere o diffondere il materiale didattico. L’utilizzazione di accessi informatici alle reti didattiche collaborative (ndt: “network-based learning accounts” ci si riferisce alla creazione di wiki, socialnetwork, blog, forum a fini didattici, che rientrano nella denominazione di e-learning ) rappresenta una parte significativa delle normali attività didattiche. Se la diffusione on-line di materiali didattici attraverso i network può avere un benefico effetto sulla qualità dell’istruzione e della ricerca a livello europeo, vi può, tuttavia, essere anche il rischio della violazione del diritto d’autore là dove la digitalizzazione e/o la messa a disposizione delle copie di opere, effettuate a fini di ricerca e di studio, sia coperta da diritto d’autore.

Il documento, pertanto, entra subito nel vivo della questione guardando subito e senza misure al mondo del Web 2.0 come una opportunità.
Ho avuto davvero un brivido leggendo questo documento che mi ha fatto ripensare ad un articolo di Piergiovanni Mometto pubblicato su Nova24 del 1° febbraio 2007 “La società dell’apprendimento” là dove si parla, fra l’altro di “Un e-learning per l’economia della conoscenza” di cui consiglio a tutti la lettura integrale:

(…) nella società caratterizzata dall’avvento della rete l’apprendimento di tipo informale è destinato a giocare un ruolo sempre maggiore rispetto alle altre modalità di apprendimento“.

Partendo da queste considerazioni, vengono subito evidenziati gli ostacoli da superare in ambito comunitario, infatti, un trattamento legislativo difforme dello stesso atto nei diversi Stati membri può comportare una incertezza giuridica in relazione a ciò che è consentito in virtù della deroga a fovaore della ricerca, in particolar modo quando l’insegnamento e la ricerca sono effettuati entro un quadro transnazionale.

I contenuti creati dagli utenti (User-created content)

Non poteva, quindi, mancare un paragrafo relativo ad uno dei più rilevanti aspetti presenti su internet: quello relativo ai contenuti creati dalla comunità.
Abbiamo spesso parlato delle licenze Creative Commons ed, in tale articolo inoltre, abbiamo pubblicato la presente traduzione attraverso Scribd: un modo semplice di pubblicare e di mettere on-line i propri documenti.

I consumatori non sono semplicemente degli utenti, ma stanno diventando sempre più essi stessi creatori di contenuti. La convergenza sta portando allo sviluppo di nuove applicazioni sfruttando la capacità dell’ICT (ndt: acronimo che sta per Information & Communications Technology e con tale termine si intende la convergenza di informatica e telematica per nuovi modi di trasmettere l’informazione) di coinvolgere gli utenti nella creazione di contenuti e nella divulgazione degli stessi. Le applicazioni del Web 2.0 come blog, podcast, wiki, o il video sharing, consentono agli utenti di creare e condividere facilmente parti di testo, video o immagini, svolgendo un ruolo più attivo e collaborativo nella creazione di contenuti e nella diffusione delle conoscenze.

Indice della Carta Verde sul diritto d’autore nell’economia della conoscenza

1 Introduzione
1.1 Lo scopo della Carta Verde
1.2 L’ambito applicativo della Carta Verde

2 Questioni generali

3 Le deroghe: problemi specifici
3.1 Deroghe per biblioteche ed archivi
3.1.1 Digitalizzazione (conservazione)
3.1.2. La messa a disposizione delle opere digitalizzate
3.1.3 Opere Orfane
3.2 La deroga a favore degli individui diversamente abili
3.3 Diffusione delle opere ai fini di insegnamento e di ricerca
3.4 I contenuti creati dagli utenti

4 Invito a presentare osservazioni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...