Gli strumenti finanziari ed il mercato etico

Abbiamo deciso di raccogliere tutta una serie di articoli comparsi su inDiritto aventi ad oggetto l’argomento che durante quest’anno è stato il più discusso su queste pagine: gli strumenti finanziari, e, quindi di pubblicarli sotto il formato di un e-book.

  • Le sezioni del documento sono suddivise in quattro elementi chiave:
  • Un osservatorio sugli strumenti finanziari e sulla finanza online;
  • Un documento sulla class action di cui ancor oggi si dibatte nelle sedi istituzionali e non;
  • Una sezione dedicata alla legislazione sul tema;
  • Una brevissima raccolta giurisprudenziale commentata.

Scarica gli-strumenti-finanziari-ed-il-mercato-etico

Gli Strumenti Finanziari Ed Il Mercato Etico http://documents.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=9519043&access_key=key-2d8r2jufu688sr59zb9c&page=1&version=1&viewMode=

Spero di aver fatto cosa gradita ai lettori di inDiritto e a tutti coloro che trattano per motivi professionali o personali queste tematiche.

Inoltre, coincidente con questa uscita, apriremo a breve una nuova pagina di inDiritto dedicata esclusivamente alle pubblicazioni elettroniche redatte ovvero ospitate da inDiritto.

Colgo l’occasione per augurare a tutti i lettori di inDiritto un felice 2009.

Il testo del progetto di riforma della professione forense. Critiche e commenti: più ombre che luci

E’ stato predisposto dal Consiglio Nazionale Forense il Progetto di riforma dell’ordinamento professionale forense, (nato dal confronto con gli Ordini locali, OUA, Unioni distrettuali e Associazioni forensi), a partire dal quale si dovrebbero stabilire le nuove disposizioni  che regolano l’ordinamento degli avvocati.
Nelle intenzioni, tali nuove disposizioni dovrebbero innovare e condurre la professione di avvocato nel nuovo millennio tenendo conto della normativa comunitaria.

Il testo del Progetto di riforma dell’ordinamento professionale forense.

Diciamo subito che, ad una prima lettura del testo, non riscontriamo novità significative, segni di rottura con vecchi modi di concepire la professione, innovazioni capaci di dare una nuova prospettiva.
In definitiva mi sembra una riforma frutto di piccoli compromessi, priva di una vera e propria visione su quale dovrebbe essere il futuro della professione.

Inoltre, una certa preoccupazione genera la surrettizia introduzione di indici di raggiungimento di reddito minimo come requisito per valutare la continuità dell’esercizio della professione e, quindi, per la permanenza nell’albo degli avvocati (artt. 15 e 19).
Sul punto era già apparso su Il Sole 24ore questo articolo del 28 giugno 2008 che profetizzava (ed auspicava a detta del Presidente Guido Alpa) “una scrematura di circa 35mila avvocati dagli albi, per mancato esercizio della professione o per denunce dei redditi inferiori a 7mila euro l’anno e non giustificate“.

Nello stigmatizzare tali inaccettabili e non condivisibili proposte, frutto di una sorta di cannibalismo corporativo, nel prosieguo analizzeremo alcune delle disposizioni.

Continua a leggere “Il testo del progetto di riforma della professione forense. Critiche e commenti: più ombre che luci”

La Geografia Giudiziaria: un articolo su TANTO

La Geografia Giudiziaria è uno dei temi più caldi attorno ai quali si snoda il dibattito in tema di riordino dell’apparato giudiziario volto a realizzare una reale e maggiore efficienza dello stesso.

Gli obiettivi tendenti a conseguire: una ragionevole durata del processo;  il recupero della funzionalità del servizio e della fiducia nell’istituzione; l’effettività della pena e la sicurezza pubblica, coniugata con il rispetto stringente dei princìpi di indipendenza esterna e interna della magistratura e delle garanzie effettive dei diritti individuali; il miglioramento della professionalità e delle condizioni di lavoro degli operatori della giustizia (tutti espressi nel Disegno di Legge n. 739Senato della Repubblica – XVI Legislatura), poggiano su due fondamentali linee di intervento:

  • una migliore allocazione delle risorse disponibili fra gli uffici giudiziari esistenti
  • una revisione della geografia degli uffici stessi.

Su “TANTO“, un autorevole sito che si occupa di tematiche cartografiche (e non solo), insieme ad Andrea Borruso, geologo specializzato nei sistemi informativi geografici che permettono l’acquisizione, la registrazione, l’analisi, la visualizzazione e la restituzione di informazioni derivanti da dati geografici (geo-referenziati), nonché Webmaster di inDiritto, abbiamo parlato dell’importanza di realizzare delle mappe come punto di partenza per procedere ad un progetto di razionalizzazione degli uffici giudiziari:

La Geografia Giudiziaria: la realizzazione di una mappa… per iniziare.

In tale articolo abbiamo preso in considerazione:

  1. Due mappe sulla Geografia Giudiziaria;
  2. Gli ultimi interventi in tema di Geografia Giudiziaria;
  3. I Dati: Il 2° rapporto di valutazione dei sistemi giudiziari europei del CEPEJ; i Dati statistici sul Ministero della Giustizia
  4. Le criticità fondamentali e linee di intervento;

L’ultimo editoriale di Guida al Diritto del 22 novembre 2008 n. 46 di Bruno Sazzini (Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Forense) dal titolo “Un altro “rattoppo” al processo civile che rischia di comprimere i diritti della difesa“, si occupa delle criticità relative alla riforma sul processo civile che il Governo si accinge a varare.

Alle condivisibili preoccupazioni del Segretario dell’Associazione Nazionale Forense, abbiamo voluto aggiungere nel nostro articolo quelle relative alla riforma della Geografia Giudiziaria, tema sul quale non è stato programmato alcun reale e significativo intervento.

L’articolo, corredato da due mappe realizzate da Andrea Borruso sulla base dei dati presenti sul Libro Verde sulla spesa pubblica e di quelli forniti dall’ANM, vuole essere di ausilio al dibattito sulla “Riforma della Giustizia” esemplificando quale sia il punto di partenza a partire dal quale cominciare a lavorare, anche alla luce del recente 2° rapporto di valutazione dei sistemi giudiziari europei della Commissione europea per l’efficacia della giustizia (CEPEJ).

La riforma del Processo Civile: una semplificazione che dovrebbe portare da 27 a quattro procedure

Una delle più grandi sfide che, ormai da tempo, occupa la scena politica è quella della riforma della Giustizia.
Riformare tale delicato settore vuol dire, fra l’altro, rendere i tempi dei processi più rapidi.
La rapidità con cui un processo si può, e si deve, definire presuppone necessariamente la semplificazione e la certezza del rito da adottare.
Troppo spesso, nella pratica giuridica, ci si trova innanzi a fattispecie processuali nelle quali le eccezioni preliminari concernenti: il rito da adottare, la competenza e la giurisdizione, occupano gran parte della controversia, con tutti gli inconvenienti del caso, i quali, addirittura, non rare volte portano ad una integrale rinnovazione delle fasi istruttorie innanzi ad altri giudici, ovvero innanzi al medesimo organo giudicante ma con rito differente.
D’altro canto, non si può non stigmatizzare come sia ingiustificatamente elevato il numero di udienze (e mi riferisco al settore civilistico) necessarie per la definizione di un processo. Udienze che si moltiplicano a dismisura, sino ad arrivare ad assurdi come l’udienza di precisazione delle conclusioni in Appello e la successiva nella quale si chiede che la causa venga posta in decisione. Tutte queste sono udienze prive di reale attività istruttoria che si risolvono, per lo più, in semplici rinvii pluriennali.

In tutta questa incertezza risultano mortificate e gravemente compromesse le esigenze di Giustizia che un moderno Stato dovrebbe assicurare al proprio Popolo.

—–

testo approvato al senati in via definitiva

—–

Abbiamo seguito il dibattito volto ad una semplificazione dei riti da vicino, ed in tal senso ricordiamo articoli quali:

Il progetto di-legge 1441/bis le modifiche al codice di procedura civile ed il parere del CSM ;

Sei proposte per l’unificazione e la semplificazione dei riti processuali civili ;

La Giustizia: verità, responsabilità, rimedi. Prima Conferenza Regionale sulla Giustizia ;

La notizia è proprio di oggi, apparsa su Il Sole 24ore:

«La maggioranza è pronta a confrontarsi sulla riforma del processo civile e intende completarla con una proposta per ridurre e semplificare le attuali 27 tipologie di riti in vigore (…) ed entro la primavera 2009 il processo sarà totalmente riformato».

Ad annunciarlo è stato il Guardasigilli a Trieste, precisando che «il Governo non vuol considerare blindata una riforma così importante».
A rilanciare la sfida ci ha pensato la Presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura,  Michelina Grillo, la quale ha anticipato che l’Oua illustrerà un progetto ancora più stringato: «Un solo rito civile da affiancare ai due più specialistici dedicati al lavoro e alla famiglia. Tre in tutto».

L’Avv. Savatore Grimaudo (Presidente dell’Unione Camere Civili) ha salutato la notizia con una lettera aperta che di seguito riportiamo:

Palermo 10.11.2008
Signori Presidenti delle Camere Civili aderenti all’Unione Nazionale,
non posso non girarVi quanto pubblicato dal Sole 24 Ore oggi.
E’ una notizia, che mi era stata anticipata dal ministro ma della quale non avevo quella certezza che ritengo che oggi possiamo accreditarci.
Oltre dieci anni fa, al Congresso Nazionale Forense di Napoli, presentai alle Camere Civili intervenute un documento con il quale sostenevo quello che pare finalmente si avvii a soluzione.
Da allora ci siamo battuti costantemente per questa idea mentre tutti si sono appropriati della stessa, comprese le associazioni forensi e della magistratura, il C.N.F. , l’O.U.A. e l’A.N.M..
Tanto mi è stato particolarmente gradito perché portava acqua al nostro mulino. Il presidente Alpa al congresso di Milano ed all’inaugurazione dell’anno giudiziario in cassazione ha fatto espresso riferimento all’Unione Camere Civili per la sua battaglia sul punto.
Pare che siamo giunti al traguardo e che il ministro intenda tenere fede a quanto assicuratoci, da lui e dal suo Consigliere Giuridico, Prof. Mazzamuto, in sede di audizione dopo il suo insediamento.
Comprenderete, sul piano umano, quanto ciò mi gratifichi nel momento in cui mi avvio a lasciare ad altri la guida della nostra Associazione che, con lo sforzo di quelli che ci abbiamo lavorato intensamente, si colloca a buon diritto fra quelle più rappresentative e qualificate nel panorama forense.
Desidero che anche Voi abbiate il piacere di condividere la notizia, consapevoli che il nostro lavoro è riuscito a contribuire alla soluzione di uno dei problemi più importanti della crisi della giustizia civile.
Condividerlo con altri non costituisce una diminutio, nella consapevolezza che le idee buone debbono, prima o poi, trovare condivisone.
Un affettuoso saluti a tutti, con preghiera di dare la notizia ai soci : “L’Unificazione dei Riti” sembra non essere più una chimera. – Proseguiamo con la “Unicità della Giurisdizione” prima o poi qualcuno si accorgerà anche che questa è la soluzione.
Toti Grimaudo

Sicuramente si tratta di una sfida importante, che, però, va adeguatamente ragionata, per non cadere in inaccettabili ulteriori incertezze e difficoltà applicative ed interpretative (basti pensare alla incredibile approsimazione con cui è stato introdotto il rito societario).

Tale semplificazione può rappresentare, di sicuro, un valido punto di partenza, l’incipit di un circolo virtuoso a partire del quale si può arrivare:

  • ad una razionalizzazione delle sedi giudiziarie, al loro reale monitoraggio anche in termini di efficienza, valutando con criterio l’operato dei Giudici e di tutti gli Uffici Giudiziari annessi, potendo intervenire, non solo per censurare comportamenti meritevoli di biasimo, ma sopratutto (e lo ribadiamo: sopratutto) per agevolare e venire incontro alle legittime esigenze professionali della Classe dei Magistrati troppo spesso lasciata da sola ed in balia delle difficoltà strutturali, organizzative ed anche economiche della gestione dei relativi uffici;
  • alla riconsiderazione della prova testimoniale all’interno del processo civile, fuoriuscendo da quelle inaccettabili forme di stile del tipo “Vero è che…”, per giungere ad una prova che sia nella reale disponibilità delle parti e nella quale il Giudice svolga unicamente la sua funzione di controllo del contraddittorio e della rilevanza della prova medesima;
  • alla diminuzione del contenzioso. Troppo spesso, infatti, le aule dei tribunali sono invase da pretese il cui unico fine è quello dilatorio. Nel frattempo le società falliscono, i soggetti debitori si trasferiscono, le esigenze di tutela del credito rimangono insoddisfatte, come quelle di una reale Giustizia. Come non pensare a tutto il panorama della Esecuzione (mobiliare, immobilare e presso terzi), ai tempi delle procedure Fallimentari. In tutto questo proliferare di cause si ha davvero l’impressione di una giustizia che non garantisce e che non tutela, specialmente gli individui più corretti. In tal senso devono essere riconsiderate, ad esempio, le cd. spese di giustizia, là dove per davvero le suddette spese devono seguire inevitabilmente la soccombenza nella lite.
  • ad una riconsiderazione e alla rivalutazione del ruolo dell’avvocato. Stante quanto sopra evidenziato, non si può non riconsiderare il ruolo che in un sistema moderno ed efficiente deve avere l’avvocato. Se, da un lato, non si può non stigmatizzare come il numero di coloro che accedono alla professione sia in costante ed ingiustificato aumento, senza alcun doveroso controllo sulla reale qualificazione professionale: né in sede Universitaria, là dove si fuoriesce dal corso di studi senza aver idea di come si scriva un atto; né in sede di accesso alla professione, là dove l’esame di abilitazione equivale ad un terno al lotto senza alcun aggancio alla reale preparazione del candidato. D’altro canto è necessario che, (ad esempio: proprio perché le spese di lite devono seguire la soccombenza), vi sia una reale responsabilità dell’avvocato che consiglia ad un cliente di aprire una controversia innanzi ad un Giudice. Ciò che voglio dire è che  è etico che l’avvocato partecipi effettivamente al destino di una controversia, facendo sì che i suoi interessi coincidano perfettamente con quelli del cliente. Non è alieno ad una cultura giuridica moderna, la circostanza secondo cui, così come accade negli Stati Uniti, se la controversia consigliata dal legale ha un esito infausto per l’assistito, quest’ultimo non dovrà alcunché al proprio difensore.

Come detto si tratta di sfide importanti, ma con le quali non è più possibile rimandare il confronto, considerato anche i tempi come quelli che stiamo vivendo nei quali è esplosa la crisi economica ma anche etica dei mercati e del ruolo dei professionisti.

Il Web 2.0 di Barack Obama. Documenti e linee programmatiche di Barack Obama attraverso Scribd

L’elezione di Barack Obama quale 44° Presidente degli Stati Uniti d’America ha monopolizzato la scena mass-mediatica.
Si è molto parlato dell’uso fatto dei mezzi di comunicazione durante la campagna elettorale, dalla mole di denaro spesa per la pubblicità televisiva, al volantinaggio porta a porta effettuato dai sostenitori, tuttavia quello che ha eccitato di più le coscienze giornalistiche è stato l’utilizzo del web, senza, però, entrare mai nel merito dell’uso fattone.

Il neo-presidente, in effetti, si è mosso con abilità e sopratutto capacità, nell’ambito informatico, non rinunciando ad alcuno dei servizi, per così dire Web 2.0, offerti dalla rete.

obama

Il Blog di Barack Obama.

Lo strumento che sul web si è ormai affermato con maggior successo, universalmente usato per comunicare e per trasmettere notizie, idee e, al  contempo, per avere un immediato feedback dei propri interlocutori: il Blog.
In particolar modo, il Blog di Barack Obama è strutturato in modo completo (in pratica è un vero e proprio sito con la veste grafica di un blog).
Una sezione per conoscere il candidato Presidente ed il suo vice, la famiglia, i discorsi, i fatti visti dal punto di vista di Obama (Learn).
Una sezione per conoscere la posizione di Obama sulle principali questioni politiche: dai diritti civili all’immigrazione, dalla politica estera a quella sanitaria, dalla sicurezza alla politica fiscale (Issues);
Barack Obama sui media: in questa sezione vengono raccolte foto, apparizioni televisive, finanche la musica. Quello che mi ha colpito è stata anche la possibilità di configurare il proprio cellulare (in bell’esposizione un Balckberry ed un iPhone) per visitare le pagine o per ricevere notizie (Media).
Vi è anche una sezione nella quale ci si può iscrivere per impegnarsi concretamente (ed economicamente) trovando contatti e gruppi politici di appartenenza, convincendo gli indecisi, condividendo le proprie storie (Action);
La multietnicità del sito è data dalla sezione che guarda alle varie componenti etniche che compongono la società americana, ma non solo. VI è una sezione dedicata alle donne, ai militari, agli studenti, agli sportivi (People);
Infine, una sezione dedicata ad ogni singolo Stato che compongono gli Stati Uniti (States).
Non manca, quindi il blog, propriamente detto e, naturalmente la sezione merchandising (Store).

Barack Obama su Youtube

Aldilà di tutto il materiale che circola sul Presidente su Youtube, mi ha colpito molto lo speciale American Stories, American Solutions: 30 Minute Special. Un video/spot/documentario con il quale vengono delineati i problemi e le soluzioni.

Il profilo di Barack Obama su Facebook e su MySpace

Non sono un amante di questi due Socialnetwork, ma di certo non potevano mancare nel generale piano comunicativo questi due strumenti, usati dai più giovani (e non solo). Barack Obama su FacebookBarack Obama su Myspace.
Vengono raccolti video, commenti, opinioni, news.

Barack Obama su Wikipedia e su Linkedin

Più interessante l’utilizzo di Linkedin.Un vero e proprio CV del neo-Presidente. Anche su Wikipedia è presente la storia di Barack Obama.

L’album fotografico di Barack Obama su Flickr

Non poteva mancare l’account di Obama sul famoso servizio di condivisione di fotografie: Flickr. Sono raccolte oltre 50.000 foto che narrano visivamente la storia di Barack Obama. Mi piace evidenziare che le foto sono pubblicate con una licenza Creative Commons;

Le comunicazioni in tempo reale di Barack Obama su Twitter e Tumblr

Il primo ringraziamento per la vittoria è stato mandato da Barack Obama al popolo di internet attraverso un sms pubblicato direttaemnte su Twitter e rigirato dallo stesso a tutti i followers di Obama (anche attraverso sms -servizio ancora non disponibile in Italia). Twitter è un servizio di di chat non in real time che assomma le caratteristiche di un microblog.
Similmente su Tumblr è presente la pagina di Obama. Si tratta di un microblog che, generalmente, è utilizzato anche per la pubblicazione di notizie condivisibili anche con il sistema degli RSS.

I documenti e le linee programmatiche di Barack Obama su Scribd

Chi segue inDiritto ha potuto constatare come anche noi utilizziamo questo fantastico sevizio atto alla condivisione di documenti.
Siamo rimasti davvero colpiti quando abbiamo potuto avere accesso ai documenti (pdf) pubblicati da Barack Obama e liberamente scaricabili attraverso Scribd.

Si tratta di 10 documenti scritti in collaborazione con il Vicepresidente Joe Biden che delineano il pensiero e le linee programmatiche su questioni quali la lotta contro la fame; il salvataggio della classe media, delle piccole imprese e della famiglia, tutte realtà colpite in questi periodi di crisi e recessione; il piano sanitario, di cui non dimentichiamo è stata sempre una idea ed un punto di battaglia dei Clinton; i rapporti con l’Europa e la difesa nazionale; ed, infine l’idea di cambiamento.

Non si tratta di saggi, bensì, come detto, di linee programmatiche più o meno dettagliate, di cui consiglio la lettura.
Non mancherò di riprenderle e trattarle ogni qualvolta si presenterà l’occasione in relazioni ai fatti di politica e di cronaca.

Questo l’elenco dei documenti:

Barack Obama e Joe Biden: Il piano nazionale di lotta contro la fame (Barack Obama; Joe Biden’s Plan for Tackling Domestic Hunger) – 3 pagine;

Barack Obama e Joe Biden: Il piano di salvataggio della classe media (Barack Obama and Joe Biden’s Rescue Plan for the Middle Class) – 7 pagine;

Barack Obama & Joe Biden: Il piano di emergenza per il salvataggio della piccola impresa (Barack Obama & Joe Biden’s Small Business Emergency Rescue Plan) – 3 pagine;

Barack Obama: Il piano Sanitario (Barack Obama’s Healthcare Full Plan) – 9 pagine;

Barack Obama & Joe Biden:La tutela degli interessi degli Stati Uniti e lo stato d’avanzamento dei valori americani nelle nostre relazioni (Barack Obama & Joe Biden: Protecting U.S. Interests & Advancing American Values in our Relationship) – 2 pagine;

Rafforzare la nostra sicurezza comune investendo nella nostra comune umanità (Strenghtening Our Common Security by Investing in Our Common Humanity) – 9 pagine;

Barack Obama & Joe Biden: Un partenariato più forte con l’Europa per una America più sicura (Barack Obama & Joe Biden: A Stronger Partnership with Europe for a Safer America) – 4 pagine;

Barack Obama: sugli Affari della Difesa: Le Forze Armate Statunitensi del 21° secolo (Barack Obama on Defense Issues: A 21st Century Military for America) – 12 pagine;

Barack Obama: il piano di lavoro per sostenere le donne e le famiglie (Barack Obama’s Plan to Support Working Women and Families) – 16 pagine;

Il cambiamento di cui abbiamo di bisogno a Washington (The Change We Need in Washington) – 11 pagine;

Barack Obama CTO: quali sono le priorità nazionali?

Un servizio attivato recentemente è Obama CTO, un sito in stile Digg (Digg su Wikipedia) per indicare quali siano le maggiori urgenze in ambito tecnologico e scientifico di cui si deve occupare il national chief technology officer. Gli utenti iscritti hanno 10 voti da assegnare a quelle che credono le priorità programmatiche di cui si devve occupare l’il detto ufficio, con un massimo di tre voti per argomento (ne possono essere suggeriti altri). Inoltre, se un determinato obiettivo votato viene completato o cancellato, i voti sono restituiti all’utente.
Al momento le priorità più votate sono:

  • Garantire la libera accessibilità e la neutralità di Internet (Ensure the internet is widely accesible and network neutral);
  • Garantire la nostra privacy e abrogare il Patriot Act (ensure our privacy and repeal the patriot act);
  • Abrogazione del Digital Millennium Copyright Act (DMCA) – (Repeal the Digital Milennium Copyright Act (DMCA);
  • Libero accesso ai dati Governativi attraverso le varie tecnologie API, XML, RSS (Open Government Data (APIs, XML, RSS);
  • Avviare la ricerca e l’innovazione nel settore dell’energia (Kick Start Research and Innovation in Energy);
  • Garantire l’accesso ad ogni comunità in America alla banda larga (Get broadband to every community in America);

Credo di poter dire che il Popolo Statunitense abbia le idee chiare sul futuro tecnolgico e scientifico della propria nazione.
(notizia Via LifeHacker)

Un ultima notazione: è, certo, di grande rilievo il lato comunicativo, mass-mediatico ed anche propagandistico della macchina messa in piedi da Barack Obama. Ma ciò non si risolve in sola pubblicità, credo si possa dire che tutti questi strumenti siano espressione di trasparenza e di possibilità di controllo dell’operato dei personaggi politici.
Controllo da parte degli elettori, ma anche da parte degli antagonisti politici (come non ricordare la polemica seguita alla pubblicazione del profilo di Sarah Palin su Wikipedia).
Una democrazia si fonda, anche, sulla possibilità di controllo e conoscenza (e non su ricchi premi e cotion), ma sopratutto sull’impegno dei singoli individui.
L’attenzione al Web da parte del neo-eletto presidente, dimostra l’attitudine del popolo statunitense, attento alla comunicazione, ma anche all’informazione.
In pratica il terreno in cui si è mosso Barack Obama era già un terreno fertile e popolato.

Alcuni articoli interessanti:

Le licenze Creative Commons, una guida alla loro comprensione: Creative Commons: manuale operativo

Le licenze Creative Commons, rappresentano una opportunità ed un mezzo per la divulgazione del sapere, ma anche un modo ed una via per assicurare il rispetto dei diritti di autore.
Lo stesso Green Paper in the Knowledge Economyapre una via all’uso di nuove forme per la divulgazione del sapere nel rispetto dei diritti d’autore.
Lo stesso inDiritto, insieme a molti altri luoghi presenti su internet (siti, wiki, blog) adottano le licenze Creative Commons.
Ma di cosa si tratta esattamente? Come vanno utilizzate? Quali sono le opportunità?

Volevo, quindi, segnalare l’uscita del libro di Simone Aliprandi: Creative Commons:manuale operativo.
Un manuale operativo che guida passo a passo gli artisti nel mondo delle licenze Creative Commons, le più famose e diffuse licenze di libera distribuzione per opere creative. Senza tralasciare utili chiarimenti di natura concettuale e terminologica, l’autore entra nei dettagli tecnici del funzionamento degli strumenti proposti dal progetto Creative Commons, così da renderli comprensibili anche per i totali neofiti. Un’opera fondamentale per tutti coloro che sono interessati al mondo dell’opencontent e del copylef“.

Il libro può essere scaricato nella sua versione digitale a questo indirizzo:

Creative Commons: manuale operativo Guida all’uso delle licenze e degli altri strumenti CC

Il libro è edito da Stampa Alternativa ed il prezzo di copertina è di 8 euro.
Ci piace ricordare un invito rivolto dall’autore in altri due suoi libri che ho comprato e letto (Capire il copyright. Percorso guidato nel diritto d’autore, e Teoria e pratica del copyleft. Guida all’uso delle licenze opencontent):

“Nonostante il particolare regime di copyright di questo libro ti consenta di riprodurlo liberamente, considera l’ipotesi di acquistarne una copia originale. Il prezzo di copertina particolarmente basso fa sì che l’originale costi meno di una copia artigianale. Avresti così un oggetto più gradevole e maneggevole e contemporaneamente sosterresti questo tipo di editoria”.

E’ lo stesso invito, noi lo rivolgiamo a tutti coloro che sono interessati a queste tematiche.

Simone Aliprandi: Creative Commons: manuale operativo

Disegno di Legge 1441 bis: le modifiche al codice di procedura civile ed il parere del CSM

Con il Progetto di legge: 1441-bis “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, al capo VIII – Giustizia, agli artt. 52 e ss., vengono dettate numerose modifiche al codice di procedura civile.

Pubblichiamo di seguito sia il testo del progetto di legge nella parte relativa alle modifiche introdotte al codice di procedura civile (per il testo integrale questo il link) e le relative modifiche (lato sinistro del pdf) raffrontato con l’attuale normativa (lato destro del pdf), sia il parere del CSM.

Un primo commento al detto disegno di legge, che sarà di sicuro oggetto di discussione all’Assemblea Nazionale dell’Unione delle Camere Civili che si terrà a Roma il 24 e 25 ottobre, è quello dell’Avv. Salvatore Grimaudo (presidente Nazionale dell’Unione Camere Civili) che ha avuto modo di rilevare:
Da un primo esame del disegno di legge mi sembra che una parte importante di esso sia costituita dal “Capo III-bis” che introduce il “PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE”.
Rilevo che nella nuova stesura è stata eliminata la limitazione alle “DOMANDE DI CONDANNA AL PAGAMENTO DI SOMME DI DENARO ANCHE SE NON LIQUIDE,OVVERO ALLA CONSEGNA O RILASCIO DI COSE” per cui si tratterebbe di un processo applicabile  a tutte le cause di competenza del giudice monocratico.
Ritengo che sostanzialmente siano state introdotte le nostre tesi sulla “semplificazione dei riti” contenuti nei documenti da noi consegnati al Ministero e distribuiti ai componenti delle Commissioni Giustizia di Senato e Camera.
D’altronde si uniforma al processo europeo sempre introdotto con ricorso e pilotato dal giudice
.”

I documenti sottostanti possono essere visionati direttamente sul sito: per poter leggere meglio il documento consiglio di fare clicksul pulsante in alto a destra della presente schermata e, quindi, scegliere la modalità di visualizzazione facendo click sul pulsante iPaper e selezionando il sotto menu View Mode – oppure fare click sul pulsante +.

Per scaricare i documenti sottostanti fare click in alto a sinistra sulla scritta “Scribd” verrete reindirizzati alla pagina dove potete effettuare il  “download

il Disegno di Legge 1441 bis

http://documents.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=6352298&access_key=key-1ldrj9ujwzeab06vwwjd&page=&version=1&auto_size=true&viewMode=

Il parere del CSM sul Disegno di Legge 1441bis

http://documents.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=6352553&access_key=key-13rg8x8w3jhve34e9v2h&page=&version=1&auto_size=true&viewMode=

Assemblea Nazionale dell'UNIONE CAMERE CIVILI: Roma 24-25 ottobre 2008. La Riforma della Legge Professionale

Si terrà a Roma l’assemblea nazionale dell’Unione Camere Civili avente come tema: La Riforma della Legge Professionale – La Giurisdizione al servizio del Cittadino.
Le date sono quelle del 24 ottobre presso l’Auditorium della Cassa Nazionale Forense – via Ennio Quirino Visconti, 8 – ed il 25 ottobre presso la Gran Sala dell’Istituto Nazareth  -via Cola di Rienzo, 140 –.

Questa la locandina contenente il programma dei lavori:
http://documents.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=6329374&access_key=key-xkbv1c4r2wnd8rz5nyx&page=&version=1&auto_size=true&viewMode=

Conosciamo chi ci rappresenta: Openpolis l'attività e le dichiarazione dei nostri politici online

Seguire l’attività dei propri rappresentanti politici dovrebbe essere un diritto ed un dovere di ogni cittadino. Eppure, stranamente, nell’era dell’informazione reperire determinate notizie, aggiornarsi ed informarsi non è sempre cosa facile ed immediata.

Grazie a questo articolo di un sito straordinario come Digital Lex, ho scoperto l’esistenza del progetto Openpolis.

Cos’é Openpolis

Openpolis

Come recita la pagina Chi siamo del sito:
Openpolis è un progetto no-profit dell’associazione openpolis e della comunità di diverse persone che hanno collaborato, tra le quali: Alessandro Curci, Giuseppe Caprarelli, Alessandro Giangiulio, Raimondo Fanale, Luca Soda, Renato Minei, sal.
openpolis è un’associazione “senza scopo di lucro” e “indipendente da partiti e movimenti politici” che promuove l’uso della rete e del software open source per favorire la trasparenza pubblica e la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche.
La prima iniziativa no-profit dell’associazione fu il sito voi siete qui in occasione delle elezioni politiche del 2006
“.

Lo scopo del progetto è quello di favorie l’informazione, la trasparenza e il controllo della politica da parte delle persone, ma anche quello di creare una comunità attenta ed attiva.

Come funziona Openpolis

Nella homepage è possibile inizialmente scegliere cosa ricercare:

Politici: è possibile ricercare un politico attraverso il nome, ovvero attraverso l’istituzione dallo stesso ricoperta, Membri di Giunte e Consigli Regionali, Membri di Giunte e Consigli Provinciali ed, addirittura, Membri di Giunte e Consigli Comunali.

Dichiarazioni: Si tratta di una pagina letteralmente straordinaria: dove si trovano le dichiarazioni dei politici suddivise per argomenti, più la scritta è grande maggiore è il numero delle dichiarazioni associate all’argomento. Se si fa click su un singolo termine verranno visualizzate le dichiarazioni dei politici riferite all’argomento selezionato.  Il tutto funziona come una nuvola di tag (vedi l’articolo precedente) dove poter selezionare l’argomento per controllare le reazioni politiche sullo stesso. Le dichiarazioni sono visualizzabili per settimana – mese – sempre.

Posizioni: E’ la pagina di carattere più sociale – insieme a Comunità- e rappresenta le posizioni dei partiti sui temi scelti dagli utenti. Citiamo dal sito: “Nelle settimane precedenti gli utenti di openpolis hanno proposto, votato e discusso 221 temi da sottoporre ai partiti. Di questi ne sono stati selezionati 25 e sono stati spediti ai partiti (vedi la lista) chiedendo le loro posizioni“.

Comunità: In questa pagina si realizza un vero e proprio Social-Network ed è costituita dai dati relativi alla comunità degli utenti di openpolis. Infatti clliccando sul nome di un utente si accedde alla sua pagina personale.  Attualmente è in costruzione strumenti che permetteranno sul sito la comunicazione tra gli utenti stessi: messaggistica, creazione di gruppi, etc.

Pertanto, Openpolis non rappresenta solo un sito da consultare, ma anche un luogo dove gli utenti diventano in prima persona artefici dei contenuti informativi attraverso la registrazione rispettando, non è mai superfluo rammentarlo, il regolamento e le condizioni d’uso.

Il futuro di Openpolis

Voglio segnalare anche il fatto che il progetto Openpolis ha un suo programma evolutivo pubblicato in questa pagina programmatica denominata Prossimi passi.
Sono previste, infatti, sei direttrici evolutive:

1. Strumenti per il monitoraggio delle attività parlamentari
2. Strumenti per la comunità (social networking)
3. Strumenti per il lobbying comunitario
4. Strumenti per l’amministrazione e la moderazione di contenuti e utenti
5. Nuove informazioni nella pagina del politico
6. Strumenti per l’informazione e il dibattito politico elettorale

Ed è possibile approfondire e partecipare all’evoluzione di ciascuno delle superiori evoluzioni del progetto.

Openpolis è un luogo che mi ha entusiasmato per il progetto portato avanti, ma anche per le modalità con cui è stato realizzato: un modo chiaro, semplice e trasparente.
A tal riguardo voglio segnalare che nella sezione software libero non solo vi è la possibilità di partecipare allo sviluppo del codice, ma sono indicati anche i software utilizzati: “openpolis è rilasciato come software libero liberamente riutilizzabile. Nasce sulle spalle di altri software liberi che ci teniamo a elencare, perché senza di essi il nostro lavoro sarebbe stato semplicemente impossibile“.

Via: Digital Lex – diritto e tecnologia

Le regole di condotta (misure di livello 3) che l'intermediario finanziario deve rispettare in sede di collocamento di prodotti finanziari. Il documento della Consob tra MiFID e TUF

Il documento della Consob: “Livello 3 – Regolamento Intermediari – Documento di Consultazione” recepisce la necessità di aprire un dibattito sull’adozione di regole sempre più penetranti nell’ambito della collocazione degli strumenti finanziari (nonché con riferimento alle polizze vita).

Scarica il documento Consob di consultazione intermediari livello_3

Invitiamo, caldamente, a leggere questo interessante documento che, nel fare il punto della situazione, indica la strada da percorrere per colmare il gap comunicativo ed informativo tra enti collocatori e risparmiatori/investitori.
Sempre di più diventa pressante l’esigenza di un rilancio del mercato attraverso il coinvolgimento della massa dei risparmiatori “educandoli” a delle scelte di risparmio/investimento ragionate e non basate solamente su mere logiche di profitto/speculazione.

Sommario: il commento al documento della Consob

Il dovere dell’intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza in sede di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi

  • Il mercato: il contesto economico e giuridico;
  • Le misure di livello 3: trasparenza;
  • Le misure di livello 3: correttezza;
  • Le misure di livello 3: tutela del cliente;
  • Le reazioni al documento della Consob.

Continua a leggere “Le regole di condotta (misure di livello 3) che l'intermediario finanziario deve rispettare in sede di collocamento di prodotti finanziari. Il documento della Consob tra MiFID e TUF”